Nuovo ceppo di mixomatosi in Veneto: proteggi il tuo coniglio

Che cosa è stato rilevato

Per la prima volta in Italia è stata individuata la presenza dell’ha-Myxovirus (detto anche Toledo-MYXV), un ceppo ricombinante del virus della mixomatosi in grado di infettare anche le lepri. Il primo riscontro risale a metà agosto 2026, in un allevamento di lepri della provincia di Padova. Il ceppo è stato caratterizzato dal Centro di Referenza Nazionale per le malattie virali dei lagomorfi presso l’IZSLER di Brescia. Le indagini successive hanno confermato la positività anche in lepri selvatiche degli ambiti di caccia di Padova e Venezia, mentre nel Rodigino sono in corso accertamenti su episodi di mortalità anomala. La nota del Ministero della Salute segnala inoltre un caso in un allevamento di conigli.

Da dove arriva questo virus

Il virus classico della mixomatosi circola in Europa da decenni e colpisce soprattutto il coniglio. Nel 2018 in Spagna è comparsa una variante ricombinante, chiamata ha-MYXV, che contiene un inserto genetico di circa 2,8 kb derivato da un poxvirus non identificato e che ha permesso al virus di infettare la lepre iberica. Il nome “Toledo” deriva dalla provincia spagnola in cui è stato isolato il primo campione. Nella penisola iberica il virus si è diffuso rapidamente e ha causato un forte calo delle popolazioni di lepre. In seguito è stato segnalato in Germania, Paesi Bassi, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia, con una diffusione che ha ora raggiunto l’Italia.

Le lepri europee sembrano immunologicamente “ingenue” nei confronti di questo virus, cioè non hanno mai incontrato il patogeno e non hanno difese pregresse. Per questo la malattia può colpirle con particolare gravità. Nelle lepri i segni più tipici sono una blefaro-congiuntivite, talvolta con secrezioni purulente, ed epistassi.

E il coniglio domestico?

La comparsa di un virus “adattato alla lepre” non significa che il coniglio sia al sicuro. Studi condotti in Portogallo hanno dimostrato che il ceppo ricombinante può infettare e uccidere anche conigli selvatici e domestici. Un coniglio non vaccinato che entra in contatto con il virus rischia quindi la forma grave della malattia, con blefaro-congiuntivite purulenta, tumefazione di testa, orecchie e genitali (“testa leonina”), noduli cutanei, forte abbattimento e immunodepressione. Le complicanze batteriche sono frequenti.

Come avviene il contagio

La trasmissione avviene soprattutto tramite insetti ematofagi, in particolare zanzare e pulci, che pungono prima un animale infetto e poi uno sano. Il contatto diretto tra animali infetti e sani può contribuire, ma non è indispensabile. Un coniglio che vive solo in casa può quindi ammalarsi, perché una zanzara entrata da una finestra aperta basta. Anche una pulce portata da un altro animale può trasmettere il virus. Il rischio è maggiore nei mesi caldi e umidi e nelle zone con acqua stagnante o vegetazione fitta. In autunno inoltrato, con il calo degli insetti, il pericolo diminuisce ma non scompare nelle giornate miti.

L’incubazione è breve, in genere di alcuni giorni (indicativamente tra 2 e 8). Compaiono per primi abbattimento, perdita di appetito, febbre e arrossamento o gonfiore attorno agli occhi. Nelle forme acute il decorso è rapido e spesso fatale nell’arco di una o due settimane. La mixomatosi dei lagomorfi non è trasmissibile all’uomo.

Il vaccino: cosa sappiamo davvero

La vaccinazione resta lo strumento principale di prevenzione. In uno studio sperimentale su conigli selvatici sfidati con il ceppo ha-MYXV, il vaccino Nobivac Myxo-RHD PLUS, che protegge anche da RHD1 e RHD2, è risultato pienamente protettivo. Il dato è incoraggiante, ma va letto con prudenza: lo studio è un piccolo studio pilota (circa dieci conigli), condotto su animali selvatici e non su conigli da compagnia in condizioni di campo. La stessa ricerca ha invece mostrato che i vaccini commerciali per coniglio non proteggono le lepri alla dose standard. Quindi non esiste, per ora, un vaccino per le lepri, e la vaccinazione serve a proteggere il coniglio domestico, non a fermare il virus nella fauna selvatica.

Per questo è importante usare un prodotto che contenga la componente contro la mixomatosi. In Italia sono disponibili sia vaccini combinati contro mixomatosi e malattia emorragica virale (RHD), sia vaccini contro la sola RHD. Solo i primi coprono la mixomatosi, quindi è bene verificare con il proprio veterinario quale vaccino sia stato somministrato. Un coniglio vaccinato solo contro la RHD non è protetto dalla mixomatosi.

Alcuni punti pratici:

  • L’immunità non è immediata: dopo la prima somministrazione servono alcune settimane (fino a circa tre, secondo il prodotto) per la protezione completa. È meglio non aspettare che il rischio sia già alto.
  • Il richiamo è di norma annuale, ma il veterinario può valutare un calendario più ravvicinato nelle zone ad alto rischio.
  • Nessun vaccino offre una garanzia assoluta: in caso di infezione, un animale vaccinato può sviluppare forme lievi, molto meno gravi di quelle del soggetto non protetto.
  • Il vaccino va somministrato solo a conigli sani, secondo le indicazioni del foglietto illustrativo, quindi la visita preventiva è importante.

Cosa fare in pratica

  1. Controllare lo stato vaccinale del proprio coniglio e programmare vaccino o richiamo con il veterinario, soprattutto in Veneto e nelle province limitrofe.
  2. Installare zanzariere alle finestre e usare, sotto indicazione veterinaria, prodotti antiparassitari adatti ai conigli contro le pulci. Attenzione: molti antiparassitari per cani e gatti sono tossici per i conigli.
  3. Evitare di lasciare il coniglio all’aperto, specie all’alba e al tramonto e vicino ad acqua o vegetazione fitta.
  4. Non portare in casa erba o fieno raccolti in zone dove sono state trovate lepri o conigli morti.
  5. In caso di occhi gonfi, secrezioni o noduli, rivolgersi subito al veterinario: la tempestività conta, e i casi sospetti vanno segnalati.
  6. Chi trova lepri morte o con sintomi sospetti deve segnalarlo ai servizi veterinari, come indicato dalla Regione Veneto.

E nel Lazio?

Al momento i casi confermati del ceppo ha-MYXV sono concentrati nel Nord-Est. Ma la mixomatosi è presente in Italia da molti anni e si trasmette anche attraverso zanzare e pulci, quindi può colpire conigli non vaccinati ovunque, compresi quelli che vivono solo in casa. Per questo la vaccinazione annuale è raccomandata anche da noi, indipendentemente dalle notizie sul nuovo ceppo.

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Fonti

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